5 buoni motivi per un inverno in barca a vela

5 buoni motivi per un inverno in barca a vela

Cari marinai, devo ammettere che passare da un week end sì e uno no dedicato alla vela al niente o quasi di questi primi mesi invernali è strano, molto strano, almeno per me.

Questo stop mi ha fatto però ripensare alle mie abitudini, che ahimè molto raramente metto in discussione. Tra queste c’è la tentazione di abbandonare nei mesi freddi la vela praticata, per pigrizia, stanchezza, abitudine appunto. E’ un argomento su cui ho sentito il bisogno di ritrattare.

Il fatto è che in barca d’inverno ci sono stata più volte e mi sono sempre divertita. E sapete una cosa? Nonostante la pigrizia vale sempre la pena, perché le sensazioni e le emozioni che mi regalano certe fredde navigate domenicali sul lago o al mare, sono indimenticabili.

Se vi chiedessi quanti di voi hanno già “pensionato” la barca per l’inverno?

Ovvero, quanti, appena arriva ottobre, cominciano ad armeggiare con la loro barca per darle il tanto agognato riposo invernale? E quanti invece si armano di thermos e di berretti caldi per continuare a navigare anche d’inverno? La verità è che tutti siamo abituati a considerare la barca a vela uno sport estivo e nella nostra immaginazione lo riconduciamo a escursioni assolate, calette, mare, e naturalmente bagni.

E la prima cosa che facciamo, quando cominciamo a sentire il freschetto, è quella di riporla a terra. La mia Roc Nere ne sa qualcosa, poveretta. E’ una buona idea se dobbiamo fare la manutenzione annuale, per esempio dello scafo o delle manovre, ma per il resto è una vera disdetta, perché una volta eseguito l’alaggio, ciao, ce ne dimentichiamo per tutto l’inverno.

E’ un peccato che non si organizzino più regate a calendario, dovremmo promuoverle più spesso sui nostri laghi, almeno per quanto riguarda i cabinati. Forse la FIV potrebbe svolgere un ruolo per così dire promozionale da questo punto di vista, pensiamoci. Ma intanto ecco il mio piccolo riassunto dei perché la vela d’inverno si può praticare, eccome.

Navigare d’inverno, perché sì

1) Cominciamo dal freddo. Io in barca lo patisco più che in città e naturalmente c’è un perché e sta nella differenza tra temperatura reale e temperatura percepita, differenza che causa il vento, il nostro più fido compagno di navigate. Sembra che tale differenza sia notevole, come suggerisce questa tabella che ho trovato in rete e che secondo me rende bene l’idea.Temperatura percepita in barca a vela

Ma non abbiamo forse le giacche anti vento, che sono da questo punto di vista le nostre compagne più fedeli?

2) D’estate dite la verità la prestazione sportiva in barca latita. Lasciate perdere le regate, ma quando vi avvicinate alle calette poi vi viene la voglia di tuffarvi, di una birra, insomma, sappiamo come vanno queste cose.

D’inverno no. L’inverno è per gli sportivi. In barca al freddo se non ti muovi, non correggi le manovre, non badi a prua l’orizzonte e il mare, congeli. Vedi come ti viene voglia di armare lo spi, con tutta l’energia che la manovra genera 🙂

3) La barca a vela d’inverno è un momento di formazione non indifferente. Se è vero che le attività agonistiche si fermano (anch’io, Ufficiale di Regata Zonale sono più libera dagli impegni dell’organizzazione delle regate e posso dedicarmi alla navigazione per il puro piacere di farlo) chi la barca vuol tenerla “calda” esce in acqua e ha bisogno di equipaggi.

Potrebbe capitarti di salire a bordo con gente che viceversa non potresti nemmeno avvicinare ma che d’inverno, stante la pigrizia di cui sopra, fa fatica a trovare l’equipaggio per far volare la sua barca con i venti freschi invernali. Tornerete a terra più ricchi e felici, perché non ci avevate mai pensato ma la vela d’inverno è una grande opportunità.

4) Hai appena acquistato una barca a vela e vuoi allenarti prima che tutto il lago o il porto sia in acqua nei mesi “caldi”?. Perfetto, ci sono i mesi invernali! Io per esempio faccio da prodiere alla mia amica Sara che da poco è diventata armatrice di una bella Edel 6. Abbiamo messo in piedi un equipaggio tutto femminile (che bello, ne riparleremo) che ha dato e darà del filo da torcere agli altri equipaggi durante tutte le navigate invernali, almeno così vorremmo. In ogni caso, ci facciamo le ossa e poi quest’estate si vedrà, magari ci scappa il mare.

5) Volete mettere il rientro a terra dopo una fredda navigata invernale? Quale miglior occasione (e scusa) per organizzare delle sane (beh insomma, proprio sane…) merende sinoire post crociera, così, tanto per stare insieme e scaldarsi un pò?

Marinai, mi fermo qui perché la mia fantasia ha un limite, ma sono certa che anche voi, che navigate intrepidi sulle acque fresche dicembrine, avrete le vostre ragioni, condividetele con noi.

E poi ci sono cose che semplicemente ti resteranno nel cuore, in modo indelebile.

Anni fa durante un week end scuola vela verso le isole Lerins, oltre a una piacevolissima e molto istruttiva navigata notturna, abbiamo provato l’ebbrezza del maestrale (che d’inverno picchia, ve lo posso assicurare). E la neve, che un mattino ha cominciato a cadere sulla coperta della barca lasciandoci tutti di stucco. Indimenticabile.

Siate cauti, ovvero stateve accuorti

Certo, navigare d’inverno richiede più cautele del solito, cadere in acqua accidentalmente non è consigliabile. Bastano pochi minuti in acque fredde invernali e si va in ipotermia, per questo occorre più che mai utilizzare i dispositivi di sicurezza, e se navighiamo in altura, occorrerà attrezzarci con i giubbotti di salvataggio e magari anche con una jack Line, di cui ho già parlato in questo articolo.

Molto utile è saper interpretare il cielo per capire cosa sta ‘cucinando’ di lì a poco. Sui nostri laghi i cumuli grigi che ogni tanto si addensano sulle cime non sono necessariamente forieri di pioggia o di neve, ma lo diventano se ci sono zone in cui l’aria calda giunge scontrandosi con un fronte freddo. In tal caso si possono generare piogge o di questi tempi anche neve. E quando la bianca fa capolino le temperature si abbassano di molto.

Più miti i climi di laghi come quello di Viverone, che godono di un microclima fantastico tanto che in alcune giornate sembra quasi scordarsi di essere dicembre.

Allora, che ne dite di una veleggiata invernale?

Non so se vi ho convinti, ma almeno ci ho provato 🙂

Avete considerato in ultimo che le strade sono meno trafficate e i moli meno affollati d’inverno? E passare un pomeriggio a respirare aria buona in barca a vela è un’ottima alternativa al turismo di massa montano, come lo sci è ormai diventato.

E poi dicono che la barca a vela è solo per i ricchi…

Cosa ne pensi?

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