Come si decide un viaggio in barca a vela

Viaggio in barca a vela


Buongiorno marinai,

sono andata a scovare gli articoli che l’anno scorso, più o meno in questo periodo, scrivevo felice e piuttosto entusiasta perché in partenza per la Croazia con il nostro meraviglioso Fun Roc Nére II.

Rileggendo quegli articoli, che potete trovare ad esempio a questo link, mi è venuto un misto di tristezza e di felicità.

Tristezza perché quest’estate non la passeremo a gustare i sapori e i profumi dell’Istria e della Croazia tutta, ahimè, capita.

Felicità perché ogni volta che rileggo quei post mi tornano in mente le splendide sensazioni che abbiamo provato come se le rivivessi in quel preciso momento, solcando i mari con un Fun, che sarà anche una bella barca da regata ma di certo non è nè comoda nè accogliente.

Diciamo che è un tipo, il tipo che a noi piace.

Ma mentre scavo nel solco dei ricordi immagino che molti di voi stiano progettando un viaggio in barca a vela.

Arriva l’estate, il caldo e state pensando di veleggiare. Ma un viaggio in barca a vela non si improvvisa, va preparato per tempo in ogni suo dettaglio.

Avrete tempo di lasciarvi andare al ritmo delle onde. Prima di partire dovete averci pensato bene.

E siccome ricevo mail, messaggi e quant’altro di apprezzamento per quelle storie di mare selvaggio che vi ho raccontato su questo blog, mi viene in mente che un piccolo riepilogo del da farsi prima di partire potrebbe essere utile.

Allora, cominciamo.

#Quale barca?

La cosa migliore è usare la vostra barca. Può darsi che abbiate un quindici piedi pronto per la crociera in un qualche porto. Benissimo.

Viceversa, se avete una barca più piccola, non lasciatevi distrarre dalle misure.

Raccontandovi la “saga” di Roc Nére II va in Croazia l’intento era proprio quello di sfatare un mito: per veleggiare servono molti quattrini e barche di lusso, altrimenti non si può fare.

E invece può essere un’estate magica, anzi, la più magica della vostra vita. Ma dovete prepararla bene. E non intendo solo il fondo, l’osmosi, rifare i tendalini o la cuscineria.

Intendo che dovete revisionare tutte le manovre.

perciò….

#Preparate la barca

Deve essere in perfette condizioni. Se non avete mai revisionato le manovre fisse, fatelo ora. Non fidatevi ciecamente di chi vi ha venduto la barca. Con le migliori intenzioni vi ha detto che tutto funziona alla perfezione. Ma un’occhiata è meglio.

Rifate tutto il giro di verifica. Albero, cime, bozzelli, golfare, gallocce, sartie e draglie (mi raccomando, se si spezzano finite in acqua in un amen, provare per credere, noi abbiamo provato 🙁

Le vele sono un discorso a parte. Se sono in buone condizioni, dovrete solo utilizzarle al meglio. Ogni vela ha il suo vento. Inutile sforzarne una, usate quella più adeguata.

E per chi ha “taroccato” il proprio giro di vele, magari portando con sè uno spi più grande, o una vela non di stazza, beh… Inutile dirvelo, ma .. siete sicuri che la barca la regga?

Meglio se non giocate come si faceva da ragazzini a truccare il motore del vostro motorino. Imparate a navigare e a portare bene la vostra barca. Specie se state pensando di andare a vela per una lunga crociera…

#Con chi partire

Sia che si tratti di una piccola barca spartana che di una barca attrezzata per la crociera, l’equipaggio è piuttosto importante, perciò selezionatelo al meglio.

Specie se intendete veleggiare su una piccola barca per settimane (il nostro viaggio è durato quasi tre settimane, che malinconia!) avrete bisogno di un forte spirito di adattamento, una grande fisicità e sportività, e tanta tanta pazienza.

Capisco che non sia facile decidere insieme alla vostra compagna o compagno di fare un viaggio come questo.

In genere i servizi, l’acqua e l’energia elettrica sono abbastanza indispensabili per la maggior parte delle persone che conosco, e se non avete la fortuna che abbiamo noi di condividere la stessa insana passione, beh allora dovete selezionare per bene il vostro coinquilino.

La barca non offre molti spazi per rifugiarsi nel proprio silenzio o separarsi per un attimo da tutto il resto. Potete fare un bagno, tutto qui.

Tenetene conto e cercate bene. Cercate qualcuno con cui siete in perfetta confidenza.

#Per chi va in Croazia, un’informazione che non avevo

Devo ringraziare l’amico Jacopo che è in partenza per la Croazia per un viaggio molto simile al nostro per questa informazione.

Sembra che a volte nei porti di ingresso per la Croazia (ci siamo passati anche noi, ho raccontato la nostra esperienza nel post Umago, porta della Croazia), richiedano il certificato di proprietà della barca con annessa prova provata di aver pagato l’iva.

Insomma, oltre a pagare la tassa di ingresso e di soggiorno, ora servirebbe anche la documentazione che la barca abbia assolto agli obblighi doganali.

In questo articolo su Bolina ci sono tutte le notizie utili a cavarsela. In breve, dovreste avere il certificato di proprietà oppure il T2l, un documento rilasciato dall’autorità doganale che attesta l’assolvimento degli obblighi IVA.

Insomma, dopo la tassa di soggiorno, l’imposta di navigazione e la lista equipaggio obbligatorie, tenete d’occhio anche questo. Altrimenti, multe salate.

Ma non vi perdete d’animo. La Croazia vale più di una bagarre burocratica!

Cosa ne pensi?