Come diventare Aiuto Istruttore e perché

Aiuto istruttoreNon è da molto tempo che la FIV ha istituito la figura dell’ADI – Aiuto Didattico Istruttore, per stimolare l’interesse delle giovani e dei giovani velisti ed indirizzarli all’insegnamento dello sport della vela, dopo averlo conosciuto nella pratica.

Si tratta di uno step intermedio e preparatorio rispetto al percorso per diventare Istruttore della Federazione Italiana Vela vero e proprio, ma è parimenti cosa seria, alla quale approcciarsi con sincero interesse e grande entusiasmo e passione.

Sarà per coi un’occasione di valorizzare le competenze e le esperienze che a 16 anni, età minima per partecipare alla selezione, a volte si possiedono già.

E’ una buona occasione per tutti coloro che ritengono di avere le carte in regola per diventare ADI .

#Quali sono i requisiti per diventare ADI?

Intanto dovrete avere i seguenti requisiti minimi:

aver compiuto 16 anni

possedere un conoscenza di base teorica e pratica di derive e altre barche,

possedere nozioni veliche di base, come da Manuale dell’allievo FIV

aver ovviamente praticato lo sport della vela

conoscere le elementari nozioni di sicurezza in mare,

sapere nuotare e muoversi con disinvoltura in acqua.

Il resto lo imparerete al corso ADI, che sarà impegnativo ma accessibile a tutti. ) lezioni teoriche in sede e 5 pratiche.

Attenzione: non è un corso di vela ma un corso per insegnare la vela.

#Come avvengono le ammissioni al corso?

Al corso si accede avendo superato un test di ingresso, che si terrà a Dervio il 6 novembre p.v. Il test verterà sulle seguenti materie:

Prove orali per accertare la conoscenza nautica generale (se avete il Manuale dell’allievo è sufficiente conoscere quello)

Prova pratica di conduzione di un mezzo a motore

Prova pratica di conduzione di una deriva

Dunque particolare attenzione sarà data alla metodologia dell’insegnamento, al rapporto con gli allievi e alla semplificazione di concetti anche molto complessi, per trasmettere ad atleti potenziali o già formati ulteriori elementi di conoscenza sulla vela.

Le tecniche di insegnamento cambiano a seconda della platea degli allievi e un buon istruttore deve sapere programmare e tenere un’intera lezione di vela. Non vi spaventate, è l’obiettivo del corso, lo imparerete lì.

#Sarà il vostro Circolo di appartenenza a presentarvi alla FIV

Essere presentati dal Presidente di un Circolo affiliato FIV è condizione necessaria per essere ammessi al corso ADI. Egli dovrà attestare la vostra preparazione e assumersi la responsabilità del vostro per così dire “tirocinio” presso la propria sede nautica.

La ragione è semplice. Il corso vi fornirà nozioni che successivamente dovrete sperimentare voi stessi con gli allievi. Potrete farlo in affiancamento con Istruttori FIV e dunque avrete bisogno della disponibilità di un circolo velico che ve lo consenta.

Insomma, dovrete avere un tutor, qualcuno che segua la vostra formazione. Al corso infatti troverete istruttori molto preparati, ma il grosso si fa in pratica.

Da quel che ne so io, i Circoli, specie quelli piccoli, in genere sono molto felici di poter avviare a questa professione i giovani iscritti, perché, come per tutte le attività associative, anche la vela vive di affiliati e i corsi generano oltre che appassionati anche affiliati. Tenete conto.

#Ma perché dovreste diventare un istruttore?

Scommetto che ve lo siete chiesti. Ebbene, non c’è un vero motivo. Dovete sentirvelo e basta. Se non avete forti motivazioni lasciate perdere.

Il percorso è duro e non tutti arrivano ad allenare atleti olimpici, non so se il concetto è chiaro. Ma se sentite dentro di voi che avete qualcosa da dare, qualcosa che va oltre le nozioni tecniche ma che appartiene alla vostra personale esperienza, alla vostra visione della vela, insomma una parte di voi, allora non esitate. Iscrivetevi subito.

Non siete della XV ZONA? Non è un problema. Sul sito della Federvela potrete individuare Zona di appartenenza geografica e vedere quando e dove sarà organizzato il corso che fa per voi.

#E’ una professione riconosciuta?

Certamente e potrete esercitarla anche a livello professionistico, se vi va.

Tenete però conto che in Italia, a differenza di altri paesi, non esiste un albo univoco che disciplini, regoli e riconosca questa professione. La FIV si impegna per serietà e professionalità a formare atleti e istruttori e giudici di regata, ma non ha l’esclusiva, ma è l’unica riconosciuta dal CONI e dal World Sailing. Niente da dire sugli altri ma quando entrerete nel gioco vi accorgerete che c’è differenza. In acqua come in aula. Tenetene conto.

Se avete frequentato un circolo saprete già come va il mondo della vela, quella amatoriale intendo.

Tutti esperti velici, velisti, skipper. Chiunque abbia messo piede anche una volta sola in barca a vela si sente già un campione autorizzato ad insegnare agli altri. Ricordo bene quando ho cominciato io ad imparare. Chiunque passasse di lì mentre armavo il mio laser si sentiva in dovere di spiegarmi come passare le cime, come fissare timone e agugliotti, come completare il giro della scotta di randa.

Il risultato era una gran confusione, finivo sempre per fare il contrario di quello che mi avevano insegnato, con buona pace del mio istruttore!

Ho imparato mio malgrado cosa significa essere insegnanti e allievi in un circolo velico.

C’è un segreto per partecipare proficuamente al corso ADI:

siate umili, attenti e studiate molto

Se invece è di un corso di vela di cui avete bisogno, leggete come selezionare quello giusto per voi in questo articolo per quanto riguarda un corso di vela su derive, mentre se siete interessati alla vela d’altura, qui vi racconto come si svolge un corso organizzato dalla Lega Navale Italiana.

Allora ti ho convinto ad abbracciare questa nuova avventura?

Cosa pensi dei corsi così come sono organizzati?

Cosa ne pensi?