Meteo in navigazione: osservare le nuvole

Meteo in navigazione: osservare le nuvole

Sappiamo tutti quanto sia importante osservare il cielo in navigazione e conoscere il meteo. Ma quali sono le cose da osservare e perché? Con questo articolo cominciamo a richiamare all’attenzione alcuni stratagemmi utili a interpretare, e se possibile anticipare, i cambiamenti del tempo meteorologico, cominciando dall’osservazione delle nuvole e naturalmente dall’utilizzo degli strumenti disponibili.

Durante il nostro viaggio in Croazia ad esempio – di cui potete trovare tutti gli articoli che lo raccontano a questo link – ogni giorno agli orari stabiliti ascoltavamo le previsioni meteo via radio e, avendone la possibilità, controllavamo anche via internet.

D’altra parte salpare l’ancora al mattino presto e prevedere una veleggiata di tutto il giorno a bordo di un Fun, richiede le informazioni più accurate possibili, per mettersi in viaggio senza troppe preoccupazioni. Naturalmente tutto ciò vale anche per la navigazione nei laghi o sotto costa, sebbene di breve durata. Per non parlare delle regate. Conoscere le condizioni meteo è condizione indispensabile per il Comitato di Regata ma anche per i regatanti. Manovre, tipo di vele da armare, e persino l’equipaggio. Tutto dipende dal meteo! 

Ascoltare le previsioni meteo ci consentirà di veleggiare o regatare nelle migliori condizioni e soprattutto nella massima sicurezza. Ma la domanda sorge spontanea

#I servizi meteorologici sono sempre affidabili?

Se fosse così non avremmo certo bisogno di osservare! La ragione delle imprecisioni è semplice: le previsioni sono “generali”, realizzate cioè per zone vaste e difficilmente sono in grado di considerare le condizioni locali, comprese le brezze, che dipendono dalla conformazione della zona circostante lo specchio d’acqua in cui stiamo navigando. Ci sono vallate o montagne? 

La previsione a 24 ore inoltre ha un 90% di certezza, quella a 48 ore ha solo più un 70% circa e così via. Diventano sempre più approssimative mano a mano che sono “datate”. E’  normale, nemmeno il meteo può dunque prevedere tutto! E allora, cosa possiamo fare?

Oltre ai dispositivi radio e internet, serve un pò di capacità di osservazione.

L’osservazione è la chiave di tutto. Se proprio vogliamo essere precisi, vale non solo quella fatta al momento ma anche quella relativa ai giorni precedenti l’evento, che potrà aiutarci a fare la nostra previsione per le 2/4 ore successive adattandola alla nostra realtà locale.

#Ma cosa bisogna osservare?

L’ambiente, il vento e la sua direzione, le nuvole e le loro forme e movimenti. Ma anche la temperatura, la pressione, l’umidità, il punto di rugiada, le previsioni generali.

E il riscaldamento procurato dal sole, che insieme alla presenza di alta umidità possono stravolgere le previsioni generali.

Immagino vi sia capitato, specie d’estate, di trovarvi sotto qualche improvviso e torrenziale temporale, che magari colpisce solo una piccola zona e che nessun servizio meteo riesce a prevedere.

Tipo la nuvola di Fantozzi!

D’inverno non capita quasi mai, perché l’irradiazione solare è molto minore, dunque osserveremo molto più di rado fenomeni meteo di questo tipo.

Avete visto che prudenza? La meteorologia ha sempre una base di incertezza perché le variabili sono tante. Se fate attenzione, mai nessuno si esprime con valori assoluti quando parla di meteorologia. Anche se è vero che la meteorologia ha solide basi matematiche, è molto lontana dall’avvicinarsi alla precisione.

#Facciamo conoscenza delle nuvole responsabili dei temporali: i Cumulus Nimbus

Si avvicina la bella stagione e sempre più utile è osservare il cielo per chi naviga. In particolare, se vogliamo riconoscere un temporale che  si sta formando da lontano, dobbiamo osservare la genesi delle nuvole ed il loro spostamento!

La nuvole responsabili dei temporali sono i Cumulus-Nimbus, che si formano molto rapidamente (in qualche ora) ed hanno una vita molto breve. Pensate che la loro fase più attiva ha una durata di 2/3 ore! Ci avevate mai fatto caso?

In questa “fase” i Cumulus Nimbus rovesciano acqua, grandine e generano forti venti. Forti correnti d’aria scorrono verticalmente all’interno e intorno alle nuvole a fortissima velocità e l’aria che si sfrega genera grandi cariche statiche. Se avete una radio accesa sarete in grado di ricevere i primi segnali di allerta.

Il vostro apparecchio può diventare un utile rilevatore di cariche e fulmini a lungo raggio, soprattutto se è in modalità AM. Ma accidenti, che concerti!

E’ utile riconoscere la nuvola temporalesca nella sua fase precoce, in modo da avere un pò più di tempo per provvedere con le manovre.

Se vedete qualcosa di bianco con profili arrotondati che cresce soprattutto verticalmente, potrebbe essere un cumulus nimbus, qualcosa la cui sommità somiglia ad una schiuma densa bianchissima con sfumature di diversi tipi di grigio e una cresta che sembra decisamente viva. Una meraviglia, non è vero?

Probabilmente questa enorme nuvola di panna montata sta aumentando sempre più di volume. Sta diventando molto grande e molto alta, ed è proprio a questo punto che può produrre tutta la sua forza. Vedrete che non c’è aereo che vi si avvicini! (E che paura quando siete proprio voi su quell’aereo!)

Sopra possono formarsi le lenticolari, nuvolette a forma appunto di lenti, piuttosto alte in quota.

#Le nuvole Lenticolari

Sono create dalla forte corrente ascendente del Cumulus Nimbus e sono composte di umidità che ghiaccia, diventando ben visibile. Normalmente si osservano sopra le montagne, formate dalle forti correnti d’aria nella piana o sullo specchio di un lago, che trovandosi a un certo punto le catene montuose davanti, deviano verso l’alto condensandosi e manifestandosi ai nostri occhi.

Occorrono fortissimi venti meteorologici perché si formino, venti che soffiano sopravento dei monti e dell’osservatore e si posizionano al di sopra delle montagne più alte. Queste piccole nuvole ci fanno presagire l’arrivo di venti di caduta (Fohen) con un anticipo di 8/16 ore quando si manifestano spontanee sopra i monti. Il fohen è un vento forte e rafficato, caldo anche se viene dai monti, ben conosciuto da chi abita o frequenta zone montuose.

Di Cumulus-Nimbus se ne possono formare più di uno alla volta ma raramente essi convivono in armonia. Uno dei due avrà sempre la meglio e farà morire l’altro sotto la sua ombra e il suo vento, perché non ci saranno più le condizioni di riscaldamento solare che ha dato loro origine. Il cielo coperto di altre nuvole impedisce ai Cumulus Nimbus di continuare ad espandersi e piano piano li fa scomparire.

L’ombra è la nemica numero uno di questi cumuli. Solo in condizioni di fortissima instabilità i Cumulus Nimbus sopravvivono la notte.

Sapevate che è l’ombra che da il colore alle nuvole? Esse sono composte da vapore acqueo e il loro colore dipende dalla nostra posizione rispetto al sole e alla nuvola. Se noi ci troviamo in mezzo, cioè davanti alla nuvola e dietro al sole, queste sembreranno bianchissime ed innocue, ma se invece la stessa nuvola si interpone tra noi e il sole, questa ci sembrerà minacciosamente scura.

Cambia solo il punto di osservazione ma tutto sembra diverso!

#La direzione in cui la nuvola si propaga

Osserviamola bene: viene verso di noi o si allontana? Se siamo nella sua zona di influenza (circa 10/20 km) sentiremo l’aria soffiare verso di lei, e potremmo pensare…”il vento la sta allontanando” . Ma non è quasi mai così. Il cumulus durante il suo sviluppo richiama l’aria da intorno a sé spingendola verso l’alto. L’unico modo per capire la sua traiettoria è osservandola dalla sua formazione e tenendo in mente la previsione generale del servizio meteorologico con riferimento al vento. Quello sarà il vento che le darà la spinta e tenderà a “rovesciarla” , come se fosse un grande catino, verso la sua direzione. Solo cosi potremmo stabilire se sarà o no una minaccia per noi.

In poche parole se si allontanerà ci godremo lo spettacolo, se si avvicinerà prenderemo le dovute precauzioni.

Personalmente adoro osservare i cambiamenti del cielo….

Ricordiamoci solo che la forza e la direzione del vento che la nuvola produce è diverso da quello precedente. Dopo poco sentiremo i fulmini e poi l’acqua, liquida o “solida”, si rovescerà sulla nostra testa. 

Ma voi sarete già tutti al riparo, sotto coperta!


Non abbiamo certo esaurito l’argomento meteo, abbiamo appena cominciato a familiarizzare con qualche concetto e qualche nuvola:)

Veniamo a voi: quali strumenti usate per prevedere il meteo in navigazione? Vi è mai capitato di trovarvi improvvisamente sorpresi da un temporale? O da una bonaccia che non avevate previsto? Come avete reagito? 

Buon vento, marinai!

Cosa ne pensi?