O-Jolle, una (fuori classe) del 1936

La O Jolle


Nell’universo composito delle derive, da qualche giorno si è illuminata per me una nuova stella, una barca in legno di antica fattura, che non avevo mai visto.

Si tratta della O-Jolle, una vecchia signora del 1936 ancora in splendida forma.

C’è voluto l’Europeo di Bellano nell’agosto scorso per mostrare tutta la bellezza dell’Olimpica, nome internazionale O-Jolle, una barca, anzi una “fuori classe” a tutti gli effetti ancora in grado di regalare per chi è al timone ma anche per chi è a terra autentiche emozioni in regata.

@Una meteora alle Olimpiadi

No, non parlo di quelle appena terminate, ma di quelle disputate a Berlino nel 1936. E’ quello infatti l’anno (l’unico) in cui la Olimpica ha fatto la sua comparsa.

Nelle acque di Kiel  quell’anno l’oro fu vinto dall’olandese Daan Kagchelland, una vittoria che garantisce ancora oggi di mantenere l’organizzazione della classe internazionale, saldamente nelle mani di un olandese.

Per la cronaca, l’ argento toccò al tedesco Werner Krogmann, mentre l’inglese Peter Scott si assicurò la medaglia di bronzo.

Da allora la O-Jolle non ha mai più partecipato a un’Olimpiade. Oggi disputa i Vintage Yatching Games.

@La barca

Costruita appositamente per i giochi olimpici del 1936 come singolo con randa, sartie e strallo, ha lo scafo con centine. E’ una barca solida, piuttosto pesante ma con buone caratteristiche veliche.

Ha una lunghezza fuori tutto di 5,00 mt , larghezza di 1,66 mt e pesa ben 220 chili (più del doppio di un dinghy, per capirci) e ha una superficie velica alla randa di 11,5 mq. Una barca tecnica, capace di fare bene anche con venti deboli, che richiede un buon timoniere e che può essere portata da regatanti di ogni età.

Tradizionalmente in legno, sia scaScafo O Jollefo che albero, con il tempo sono cambiate la tecnica di costruzione ed i materiali usati.

Oggi si utilizza anche per queste barche la vetroresina, molto meno costosa, anche se naturalmente devono essere rispettate le regole di stazza.

La coperta può essere realizzata in mogano, per mantenere il fascino di queste derive del secolo scorso.

Anche l’albero di legno può essere sostituito dall’alluminio, mentre di acciaio è la caratteristica deriva a taglio. Deriva O Jolle

L’ho fotografata perché è davvero un disegno singolare, anche se piuttosto superato dalle attuali conoscenze di idrodinamica.

Ma la O-Jolle non sembra risentirne.

 

@Dove si vede navigare la O-Jolle

Armatevi di pazienza. Per vedere la O-jolle in azione in Italia dovete recarvi sul lago di Caldaro, in quel di Bolzano, dove qualche imbarcazione si vede ancora regatare, anche se, per ragioni di scarsa diffusione, la classe non è rappresentata all’interno della FIV.

Molto più attiva invece è la classe presso la federazione velica tedesca, che conta più di 500 barche circolanti, che si misurano in una sessantina di regate al’anno nella sola Germania.

Seguono in ordine di importanza l’Olanda, la Svizzera, l’Austria, e la Repubblica Ceca. Qualche sporadica presenza c’è anche in Polonia e in Brasile.

@Ultimo avvistamento

Olympia Jol EURO 2016, organizzato dal 21 al 26 agosto sulle acque del lago di Como dal Circolo Velico Bellano.

Su circa 80 partecipanti, la maggior parte dei quali sopra i 50 anni, soltanto un donna ha sfidato la flotta nella 4 giorni di regate con undici prove disputate.

Volete sapere com’è andata? Le classifiche le trovate a questo link, pubblicate dalla Classe O-Jolle tedesca.

O jolle in porto

 

E voi, avete mai visto questa barca in acqua?

Cosa ne pensate?

 


 

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