Protesto! 6 cose da sapere per arrivare all’udienza


bandiera-protestaChi di voi ha mai fatto una protesta durante una regata? E quante sono state accolte?

Eh lo sò, in acqua vi arrabbiate, credete di aver subito un danno o di aver visto una regola infranta, magari scappa anche qualche improperio, ma poi quando arrivate a terra, stanchi e soddisfatti (perché la regata paga sempre) vi dirigete direttamente al bar per una buona birra e chi si è visto si è visto.

Peccato.

Perché protestare, ovvero richiamare formalmente un concorrente o il Comitato di regata a rispondere di una regola che ritenete infranta, è un fatto fondamentale per un regatante

tanto quanto mettere la barca in acqua, regolare le vele, fare una buona partenza e ritirare, eventualmente, un premio.

E poi, volete che ne pensa Paul Cayard?

[tweetshare tweet=”If you know well the RRS your boat run 1 knot more #vela #protest #race” username=”velaleggera”]

Volete andare più veloci? Eccovi le 6 cose indispensabili da sapere per presentare una protesta e arrivare all’udienza. E possibilmente, vincerla.

[email protected] dovete fare in acqua

La prima cosa da fare è portare con sè a bordo due strumenti indispensabili, anzi tre:

Il Regolamento vi servirà per chiarirvi le idee sull’accaduto, compilare la protesta e discuterla.

Le Istruzioni vi guideranno in eventuali cambiamenti dell’iter di presentazione già previsti dal Regolamento, mentre la bandiera rossa (se siete una barca superiore a 6 mt di lunghezza) vi servirà per segnalare che state protestando.

E poi dovete dire “Protesto!” , urlando a squarciagola nella direzione dell’interessato.

 

[email protected] segnalare la protesta

Occhio al regolamento di Regata che definisce alle Regole 60- 61- 62 le modalità di presentazione della protesta. In sintesi la protesta va segnalata quando si verifica l’ipotetica infrazione, informando la barca protestata alla prima ragionevole occasione (regola 61.1)

Attenzione: Sulle Istruzioni di Regata (di seguito IdR) potete trovare indicazioni su come e quando segnalarlo al Comitato di Regata. Ecco perché dovete conoscerle bene e portarle sempre con voi.

 

[email protected] si segnala una protesta

Molte proteste vengono respinte per errori procedurali. Niente di più spiacevole, non trovate?

Perciò fate attenzione quando leggete il modulo che trovate presso la segreteria organizzativa della regata. Compilatelo in tutte le sue parti e consegnatelo al Comitato delle Proteste.

Attenzione: sia il RdR che le IdR contengono indicazioni dei tempi limiti per la presentazione delle proteste. Verificate questa tempistica – Regola (61.3)

 

[email protected] fare quando si apre l’udienza

Preparatevi bene! Il CdP (Comitato delle Proteste) deve accertare i fatti e per farlo intervisterà sia il protestante che il protestato. Ricostruite anche con il vostro equipaggio, l’esatta dinamica dell’evento e, se potete, procuratevi dei testimoni.

modellini-per-protesteAttenzione: Il disegno nella ricostruzione dei fatti è importantissimo. Il CdP vi potrà chiedere di utilizzare alcuni modellini colorati per facilitare la ricostruzione.

 

[email protected] è vero che si può protestare anche il Comitato di regata?

Certamente! In questo caso si chiama richiesta di riparazione. Se il CdR, secondo voi e la vostra conoscenza del Regolamento, ha fatto delle scelte che vi hanno penalizzato prima, durante o dopo la regata, potete chiedere riparazione, come da regola 62.

Ma in quel caso, vi troverete un Ufficiale di Regata come protestato!

Attenzione: gli UdR conoscono bene il Regolamento 😉

 

[email protected] succede se perdete la protesta/richiesta di riparazione?

Assolutamente niente! Avrete anzi imparato qualcosa di più sul mondo della vela e delle regate, e vi sarete resi conto di quanto importante sia non solo la conoscenza del regolamento ma la sua comprensione.

Ricordate che lo sport velico è agonistico ma non competitivo al punto da cancellare il fair play e le buone maniere. Si è regatanti bravi se si corre rispettando le regole.

Se trovate qualcuno che regata in modo diverso, non solo gli UdR ma anche voi regatanti dovreste fare di tutto perché sia ricondotto a quella che è la modalità privilegiata di questo sport: l’autoregolazione.

Cosa che non mi stancherò mai di ripetere.

 

Conclusioni

Abbiamo visto per punti come presentare una protesta. Certo, la materia è complessa, ma con questo post desidero solo che prendiate confidenza con una pratica che in Italia ahimè è molto poco diffusa. Ed è un peccato, specie se un giorno vorrete fare regate internazionali.

Non so se è perché noi italiani siamo troppo buoni o perché troppo poco preparati sul Regolamento. O perché in fondo la birra a fine regata vince sempre. Fatto sta che si protesta poco, come se fosse un’offesa, uno sgarbo… Non è così!

Ricordate che mantenere vivo il nostro sport significa anche difenderlo dai cattivi regatanti e, perché no, dai cattivi Ufficiali di Regata!

Cosa ne dite? Non è meglio una sana protesta piuttosto che un bel mal di stomaco per il nervoso?

E voi, avete mai fatto o assistito a una protesta? Quali sono le maggiori difficoltà che avete incontrato!

 

 

 

 

 

Un pensiero riguardo “Protesto! 6 cose da sapere per arrivare all’udienza

  • 9 settembre 2016 in 08:55
    Permalink

    Gran parte di noi non lo fa perché si pensa che la protesta sia qualchecosa di personale contro un altro, non ci entra in testa che sono soltanto le regole del gioco che ci piace tanto giocare…….
    Per i più giovani un ottimo esercizio di vita, difendere diritti civilmente con tutte le parti sedute amichevolmente intorno ad un tavolo.
    Protestiamo!

    Risposta

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: