Veleggiata, perché sì

Veleggiate perché sìBuon giorno marinai!

Era da tempo che volevo scrivere un articolo a proposito delle veleggiate FIV ed ecco che mi arriva l’occasione buona. Domenica 13 novembre parte il Campionato Invernale Cabinati e Bulbi 2016/2017 organizzato dall’AVNO al Lago di Viverone.

Sette domeniche di vela che termineranno nella prossima primavera e che vedono coinvolte in media dalle venti alle trenta barche, tutte del Lago. Trovate su questa pagina Facebook dell’AVNO tutte le informazioni che vi serviranno.

Ma non cercate questa bella festa sul Calendario delle regate/veleggiate della XV Zona FIV, non la troverete. E sapete perché? Perché il Campionato è self producted, ovvero non è né una regata né una veleggiata, attività agonistiche e pre agonistiche previste dalla Federvela.

Così noi Ufficiali di Regata FIV “amici” dell’AVNO non possiamo mettere a disposizione come al solito gratuitamente la nostra professionalità per organizzare la manifestazione e fare in modo che si svolga secondo le normali regole con cui chiunque va in barca a vela deve prima o poi confrontarsi.

Ma per i velisti questo non è certo un problema. L’obiettivo è passare una domenica a giocare con la propria barca, riadattata, magari anche un pò maggiorata, così, per divertirsi e basta.

Pensare che c’è un modo di farlo, in sicurezza e seguendo le regole. Questo articolo vi racconta che cos’è una veleggiata e quali vantaggi, sportivi e di sicurezza offre a chi va in barca a vela.

Perché nasce la “veleggiata”

Io sono una sportiva da sempre. Ho praticato sport che ho amato molto come il judo e la pallavolo e sono cresciuta dunque con un concetto di “disciplina” sportiva e di regole che mi hanno consentito di vincere o di perdere ma sempre con soddisfazione. Non mi sono mai piaciuti quelli che vogliono vincere facile o adattare le regole ai propri bisogni, sono fatta così, diciamo che è caratteriale.

Ma quando ho sentito parlare per la prima volta di veleggiata, la prima domanda che mi sono fatta è stata: “Perché introdurre la veleggiata se c’era già la regata?”

La risposta è semplice: l’attività velica, specie sui nostri laghi, conta molti sportivi amatoriali che non hanno ancora potuto apprezzare il bello della regata e delle competizione o che per ragioni indiscutibili non la apprezzeranno mai, per scelta.

La vela da diporto è dunque il modo per approcciare lo sport velico sfidando se stessi utilizzando la propria barca, magari non attrezzata da regata, insieme alla propria famiglia e dando più peso al divertimento che al risultato, facendolo secondo alcune regole definite.

Con questo spirito è stata introdotta la Normativa per le manifestazioni veliche da diporto, se date un’occhiata al documento linkato scoprirete tutti i vantaggi e i vincoli. Già ci sono anche quelli. Voi mica potete guidare a trecento all’ora in città, no?

Caratteristiche della veleggiata

Così scopriamo che organizzare una manifestazione che possa essere inserita a Calendario FIV e che dunque sia conosciuta e valorizzata come manifestazione di interesse zonale, non è né difficile né dispendioso, basta organizzarsi.

Quali sono le agevolazioni? Beh, la prima è che per partecipare a una veleggiata da diporto non serve il certificato medico di sana e robusta costituzione, in quanto si suppone che l’attività sia paragonabile a una uscita in famiglia con la propria barca.

Inoltre il tesseramento diporto, obbligatorio per tutto l’equipaggio, costa 10 euro e offre le garanzie assicurative piene di qualunque altro tesserato FIV.

La sicurezza è anche questo, trascuriamo troppo spesso questo tema con la scusa che è troppo complicato tutelarsi…. Suvvia.

I percorsi non sono “tecnici” e non necessitano della definizione del campo di regata, che deve essere piuttosto precisa (non si può partire di poppa 🙂 !).

Non si può applicare il Regolamento di Regata in nessun punto.  Meglio così, visto che a conoscerlo sono davvero pochissimi e questo è un bel problema, ci tornerò.

La procedura di partenza è molto semplice, prevede un suono a un orario prestabilito e non si possono applicare compensi. Soprattutto perché non esiste, al di fuori delle prassi certificate per le regate d’altura, un sistema di compenso riconosciuto e “ufficiale”.

Come se ne esce? Le barche, che non avranno attrezzatura da regata (se no vadano a confrontarsi con le barche che corrono, davvero) ai fini delle classifiche saranno inserite in classi attraverso la lunghezza fuori tutto o lunghezza al galleggiamento.

E la premiazione? E’ una festa, esattamente come quella che dovrebbe esserci dopo una regata.

Il regolamento che ho citato suggerisce i sorteggi, ma in realtà non obbliga a nulla.

Conclusioni

Visto com’è flessibile la normativa per le veleggiate? Vi è venuta voglia di organizzarne una? Ottima idea, ma non dimenticate le regate, altrimenti noi Ufficiali di Regata come ci divertiamo 😉 ?

Ogni circolo affiliato FIV dovrebbe, se lo ritiene, organizzare le sue manifestazioni promozionali applicando la Normativa da Diporto. Per una semplice ragione: se si appartiene a qualcosa, quel qualcosa lo si difende, lo si valorizza e lo si rafforza. A volte anche criticandolo, ma questa è un’altra storia.

Anche questa per me è la caratteristica di un buon velista.

Buon vento, marinai e buone veleggiate a tutti!


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